Paolo Scirpa english

Artwort
01 gennaio 2015

AWM è il primo numero della rivista cartacea di Artwort.com.
È di sole immagini ed è strutturata in "Realtà aumentata".
La sfogli con le mani, la leggi sul cellulare.

 

“Ogni cosa esiste grazie al vuoto che la circonda”

Questa frase di Antonio Porchia è estendibile alla filosofia di Paolo Scirpa. L’artista di origini siciliane ha fatto del suo operare una continua ricerca: partire dall’infinito, da una diatriba tra luce e buio, tra misticismo e surrealismo, fino ad arrivare alla concretizzazione dell’impossibile.

Scirpa pone le basi del suo lavoro in temi di ordine scientifico e sociologico, distaccandosi notevolmente dalle tendenze dominanti. Un artista autonomo, originale, incontaminato dalle mode e dal mercato.

Nel suo percorso, Scirpa, si confronta con il Dadaismo e il Futurismo degli anni Sessanta, resta affascinato dalle tele del Fontana e dal Cinetismo, ma il suo punto di arrivo risulta alquanto inaspettato e anche incompreso. Infatti, la sua arte si concretizza in una denuncia al consumismo e all’impotenza dell’uomo dinanzi al capitalismo. Da qui nasceranno le Opere Consumistiche, di stampo sociale, che diventano grida di un processo storico-sociale, facendo dell’autore il suo portavoce.

Se nei lavori appena accennati si denuncia un errore sociale, dall’altro, nei Labirinti, Scirpa racconta l’esistenza dell’uomo nella sua più mera condizione, in cui il vuoto coesiste con la perdita. Ma l’artista dà un valore eguale al vuoto come al pieno. Nelle sue opere racconta di un vuoto che esiste grazie al pieno e che può esserci solo in relazione al suo opposto. Il vuoto quindi diviene una dimensione nuova.

La ricerca e i frutti dell’artista non si fermano, infatti, negli anni Settanta, crea i Ludoscopi. In questi Scripa racconta dell’infinito, di un viaggio nuovo. Un viaggio in cui il tangibile diviene intangibile e l’essenza prende il posto della consistenza.
Un viaggio, quindi, dell’anima.

Giovanni Garofalo


Sul primo numero del nostro magazine AWM potete trovare l’intervista a Paolo Scirpa.

 

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