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Percezione e Illusione: Arte Programmata e cinetica italiana
A cura di Giovanni Granzotto e Micol Di Veroli
10 ottobre - 18 dicembre 2013
MACBA - Museo de Arte Contemporáneo de Buenos Aires

Dopo la grande esposizione dell’anno scorso alla GNAM, anche il MACBA (Museo de Arte Contemporáneo de Buenos Aires), la più importante istituzione argentina di arte contemporanea, presenta a partire dall’11 ottobre una retrospettiva sull’Arte Programmata e Cinetica italiana dal titolo appropriato Percezione e Illusione, a cura di Giovanni Granzotto e Micol Di Veroli.


L’Arte programmatica e cinetica, che proprio in Italia ha avuto uno dei suoi principali centri propulsori, è oggi pacificamente collocata tra i più significativi movimenti d’avanguardia che hanno animato la scena internazionale tra la metà degli anni Cinquanta e il decennio successivo, anche sotto il profilo concettuale e teorico: un movimento alla base del quale stava l'idea del movimento e della metamorfosi della forma, non tanto in senso fisico (come accadeva nei Mobiles di Alexander Calder o nelle sculture di Jean Tinguely), o indotto da meccanismi esterni, quanto piuttosto attraverso soluzioni visive progettate nei minimi dettagli: effetti di luci, schemi lineari e pattern coloristici ai limiti dell’illusione ottica, che presuppongono e chiamano in causa strutturalmente il momento attivo della percezione dall'osservatore, con l’elemento di vivificante aleatorietà che questi inevitabilmente innesca.

Grazie a concetti e metodologie mutuati dalla fisica e dalla gestalt, il movimento dell'Arte Programmata e Cinetica - in cui la più evidente anima razionalista, scientifica e tecnologica conviveva in termini fertilmente ambigui con una sorta di religione del dinamismo - è giunto alla concezione di un'opera capace di generare sorprendenti fenomeni sensoriali nell’incontro tra l’opera figurativa e il suo fruitore, coinvolto psicologicamente e chiamato a un ruolo di compimento dei meccanismi che informano il testo visivo.

 

Percezione e Illusione: Arte Programmata e cinetica italiana presenta oltre quaranta opere delle personalità chiave attive in quegli anni, partendo dalle sperimentazioni di Gianni Colombo e degli altri membri del Gruppo T (Giovanni Anceschi, Davide Boriani, Gabriele De Vecchi, Grazia Varisco) e di Alberto Biasi e dei componenti del Gruppo N (Ennio Chiggio, Toni Costa, Edoardo Landi, Manfredo Massironi). Esposto, inoltre, un nutrito gruppo di lavori di Bruno Munari, che con le sue opere e i suoi scritti (Manifesto del macchinismo, del 1952) può essere considerato una specie di influente padre putativo del movimento, e quelli di altri autori di primo piano come Getulio Alviani, Marina Apollonio, Enzo Mari, Dadamaino, Elio Marchegiani, Paolo Scirpa.

 

Contemporaneamente alla mostra verrà realizzato, in collaborazione con Altaroma, un evento legato alla moda italiana con abiti vicini alle sperimentazioni di quegli anni. Sarà esposta una selezione di abiti della Maison Sarli i quali mostreranno al pubblico le connessioni tra arte e moda ed il reciproco scambio di idee ed estetiche tra le due manifestazioni creative.

 

La mostra è curata da Giovanni Granzotto e Micol Di Veroli ed organizzata da Glocal Project Consulting, in collaborazione con Altaroma e con il patrocinio del Ministero Affari Esteri, dell’Ambasciata Italiana a Buenos Aires, dell’Istituto di Cultura Italiano di Buenos Aires e della Camera di Commercio Italo Argentina.

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